Da un po’ di
anni ho notato
che quando
si avvicinano i giorni
di Samhain
tutto si fa
luminoso,
il sole
indora le foglie
gialloverderossobrune
intessendo
una luce splendente ed arcana
che cuce
magie segrete tra i rami,
che
intreccia la grana
splendente
delle cose, d’ottone
misto a
rame.
foglia di
serpente,
sciami di
coccinelle
istoriano
l’aria e la letizia
quieta,
ebbra dell’autunno.
Samhain di
Sole.
Che penetra
dolcemente,
oziosamente,
pigramente
questi
pomeriggi di miele festante
e idromele
saltellante tra le danze
di flauti
incantati,
furbi,
allegri,
sapienti,
scoppiettanti.
Luce che si
infiltra
tra le ombre
fitte
di allegria
e inquietudine,
tra campane
squillanti vento e notte,
campanule
immaginarie
che
canticchiano
spettri d’ebano
e resina,
erba bionda
che susurra incantesimi
antichi e
silenti
al terriccio
putrefatto
profumato
di morte e
funghi,
all’oscurità
fredda spettrale che arriva,
che scalda
il cuore e fa paura.
alla terra
che si fa
nuda.
alla terra
oscura
di sogni pianti
risa ermetiche e antiche mura
indistruttibili
che difendono
i boschi,
i segreti,
l’amore,
e una strana
radura incantata,
pura.
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