A volte confondo le sigarette con le poesie.
Penso: “Adesso scrivo una poesia”
Ma in effetti mi sto tirando fuori una sigaretta.
Dico: “Adesso mi fumo una sigaretta”
Ma intendo che mi viene da leggere o scrivere una
poesia.
A volte penso: “Adesso mi fumo una poesia”
E non è chiaro neanche a me che cosa io intenda.
I poeti sono dislessici
si tratta di dislessia spirituale
fanno della confusione linguistica e mentale
un rigoroso metodo di ascesi sovrannaturale:
come dimenticare un cane sul cappello
come amare una ragazza
nelle labbra siderali abissali del silenzio di un
bosco
come spegnere una candela
col fiato di uno stormo migrante
come assaporare l’assurdità
intingendola nel caffellatte dello splendore cosmico
come rimare o rimanere o ricamare o piangere
nello specchio della risata dei ghiacciai
e trovarvi la risposta capovolta
della tromba oscura e salmodiante caleidoscopi
nel segreto in fondo alla cassa antica
che sussurrando impenetrabile scandisce:
mai.
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