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(dettaglio di un mio dipinto)

sabato 13 maggio 2017

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Profumo di erba tagliata.
Crepuscoli di fieno
riempiono di mosto d’uva vergine
e di sciroppo oscuro di sambuco
la dolcezza selvatica fresca
della malinconia acidula.
Che si inebria
nella brezza vesperotina
di cupa ombra campestre zuccherina
di stille di luce violacea nel verano alpino
dei tumulti e stridii barbarici
delle rondini pagane
selvaggiamente in picchiata rasoterra
di un brivido di pace
e gelo sorgivo
nel silenzio
casto,
mormorante
e assassino.











 

 






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LA NOSTRA NAUSEA NERA
VOMITERA’ LE VOSTRE RISATE LUCCICANTI
LE VOSTRE COMPULSIONI AL SAPORE DI JINGLES
LA VOSTRA SODDISFAZIONE PUTRESCENTE
FATTA DI PICCOLEZZE EGOICHE OMBELICALI
AROMATIZZATE ALLA NEVROSI DI ADIPE
LE VOSTRE MICROSCOPICHE VITTORIE
DI NERVI NANI OTTUSI TRONFI
UMANI, TROPPO UMANI
LE VOSTRE OSSESSIONI PSICO-ORGANICHE
LE VOSTRE EUFORIE PERPETUALMENTE PULLULANTI
I VOSTRI TERRORI SUBUMANI.
IL VOSTRO SOTTILE DELICATO VILE
SADISMO MENTALE BORGHESE INDIRETTO
FATTO DI TRANELLI CEREBRALI IMPOTENTI
DI SFOGGIO RAFFINATO DOLCE VENEFICO
DI Q.I. BAROCCHI INNESTATI
IN CRANI PIENI DI MERDA
OSTENTATI IN CORPI
PIENI DI SONNOLENTE MARCIA INSETTIFORME
LETARGIA OTTUSA
DI TRACOTANZA CODARDA PICCOLA PICCOLA
CANDIDA MORBIDA MOLLE MORBOSA ACUMINATA
APPICCICOSA PESTILENTE
MOSTRUOSA OSCENA ISTERICA LAMENTOSA
PERDENTE
MAI CAPACE DI ATTACCO FRONTALE.
(L’ARROGANZA IMPOLTRONITA
DI GENTE GARANTITA
TUTTA CONTENTA
MENTRE DIMENA EUFORICA LE ANCHE
E LE SINAPSI GIULIVE CORROTTE SCANDALIZZATE
IMMERSE NEL CHIACCHERICCIO QUERULO
FATTO DI SLOGAN CIVICI, CANZONETTE OSSESSE, PETTEGOLEZZI PORNO-ROSA, TRIVIALITA’ SUL SESSO, SPORT E PUBBLICITA’ PROGRESSO).
MAI CAPACE DI UN ENTUSIASMO SINCERO
GATUITO
DI UNA PASSIONE GENUINA
DI UNA RABBIA SANA
NON MODULATA OPPORTUNAMENTE
OLTRE IL CALCOLO OPPORTUNISTA
DA RAGIONIERI DELL’ESISTENZA
OLTRE IL TERRITORIO RASSICURANTE
DELLA MERDA GARANTITA
SICURA
GRATIS
PER TUTTI.
A VOLONTA’.
TRABOCCANTE.
PROFUMATA.
IGIENICA.
CORRETTA.
DEMOCRATICA.
MULTICOLORE.
DENSA AL PUNTO GIUSTO.
CON TANTE LUCETTINE
LUCCICORANTI
TENUI E SDEGNATE,
COMMOSSE.
E TANTI CUORICINI
IRIDESCENTI.
PSICOTROPA.
DIVERTENTE.
ESALTANTE.
SCHIAMAZZANTE.
SACCENTE.
ACCULTURATA.
IMPEGNATA.
IN ETERNO DELIRIO CATATONICO ACCECATO
SEMPRE IN FESTA,
TRA MILLE SPRUZZI DI ALLEGRIA ROSATA SCREZIATA FOSFORESCENTE PALLIDA FANATICA STROBOSCOPICA URLANTE.
TRANNE QUANDO SI CONFONDE EPILETTICA
O SI RATTRISTA NEL BUIO DELLA RABBIA
MASOCHISTA.
AROMATIZZATA AL PROFUMO SINTETICO
ASSORTITO
DI FRAGOLA,
VOMITO,
SANGUE,
MORTE TELEVISIVA
E DECENZA.


“TI SEI MAI CHIESTO
 
 
QUALE FUNZIONE HAI?”

 

lunedì 8 maggio 2017

Forze antiche







Antiche forze

spaccano la superficie

del ghiaccio

emergendo dall’abisso

irreali

con forme mostruose

e boati possenti,

evocando serpenti di tempesta

e giganti di ghiaccio

lupi oscuri di neve compatta

dai denti di pietra nera acuminata

difendono il territorio

dall’invasione

dei visi pallidi capitalisti

ambasciatori di plastica e morte.







                                      













                                      





Laggiù i Sami

ultimi sciamani d’Europa

resistono con un sussurro stregato

proteggono il popolo e la terra

con un’invocazione dalle viscere

di lava

un canto selvaggio eretico

scagliato nel vasto cielo bigio

come un amuleto boreale notturno

come un animale onirico di muschio e pietra

come un Tempio di Tempesta e Folgori

dai ciclopici Altari di Grandine fluorescenti

greve tetro sgretolato possente

tamburo cosmico cardiaco




con un sussulto terrigno profondo

del diaframma

un rombo di sangue sacro guerriero

nelle tempie

e un fiotto d’amore incendiario.

















































E una carezza immacolata

di piuma di cigno selvatico

nel vento triste.




































In cui vola alto

il fratello falco.



























































Nelle lande sterminate

di tundra

foreste e neve

esiste ancora,

la bianca

solitudine.





















































Solo nella solitudine

può sbocciare




















il duottar ràssi.

































































































































































(poesia legalmente registrata
(C) Giuliano Maspero
Tutti i diritti riservati)