“L’occhio addestrato alle immagini va dritto all’essenziale. Nella nostra cultura iper-psicologizzante, i test psicologici sostituiscono questo occhio stagionato e ne impediscono lo sviluppo. Invece di guardare, somministriamo test, invece di usare la visione immaginativa, leggiamo rapporti; invece di colloqui, inventari di personalità; invece di racconti, punteggi ai test. La psicologia parte dal presupposto che si possa cogliere il carattere sondando motivazioni, reazioni, scelte e proiezioni. Per valutare l’anima usa concetti e numeri, invece di affidarsi all’occhio anomalo di un osservatore allenato. L’occhio anomalo è l’occhio vecchio.”
James Hillman
“Occhio
stagionato.”
“Occhio
vecchio”
Si potrebbe
dire allora anche "occhio invecchiato", come un raro vino pregiato.
Da associare all'"occhio novello", lo sguardo leggero, limpido di chi vede il mondo per la prima volta.
Da associare all'"occhio novello", lo sguardo leggero, limpido di chi vede il mondo per la prima volta.
“L’occhio
anomalo è l’occhio vecchio.”
Che poi
l'occhio vecchio, l'occhio anomalo è l'occhio adolescente giunto a maturazione.
L'occhio
fanciullo sempre più sprofondato nel proprio abisso, sempre più perso nei
sentieri della propria Foresta Sacra, scavati come rughe e cicatrici di
sapienza folle, di bellezza quieta.
L'alchimia
di infanzia e adolescenza che comincia a fondersi ed elaborare il suo amalgama,
il suo farmaco/balsamo.
Si fa più
quieta, più densa, più indifferente alle opinioni altrui.
Il mosto dei
sogni e degli entusiasmi si deposita sul fondo della botte o della damigiana,
facendosi cupo elisir denso di visioni, fitto d’ombre, odoroso di vino nero,
profondo, sagace, antico, penetrante, corposo, incallito, forte, aspro, sanguigno,
selvatico, terrigno, silvano, faunesco, oceanico, vuoto, calmo.
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